Questo sito utilizza cookies tecnici e sono inviati cookies di terze parti per gestire i login, la navigazione e altre funzioni. Cliccando 'Accetto' permetti l'uso dei cookie, cliccando 'Rifiuto' nessun cookies verrà installato, ma le funzionalità del sito saranno ridotte. Nell'informativa estesa puoi trovare ulteriori informazioni riguardo l'uso dei cookies di terze parti e la loro disabilitazione. Continuando nella navigazione accetti l'uso dei cookies.

Papa Francesco, per la ricorrenza del 150.mo anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale Patrono della Chiesa universale, ha indetto un anno giubilare dedicato al padre putativo di Gesù, che si concluderà il giorno della solennità dell’Immacolata l’8 dicembre 2021. Per tale avvenimento ecclesiale, il Santo Padre ha consegnato ai credenti in Cristo Gesù l’esortazione Apostolica “Patris corde - Con cuore di Padre”. Sullo sfondo di questo documento, c’è la pandemia da Covid-19 che - come scrive Papa Francesco – ci ha fatto comprendere l’importanza delle persone comuni, quelle che, lontane dalla ribalta, esercitano ogni giorno pazienza e infondono speranza, seminando corresponsabilità.

Proprio come San Giuseppe, “l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta”. Eppure, il suo è “un protagonismo senza pari nella storia della salvezza”. Egli è “Padre amato, padre nella tenerezza, nell’obbedienza e nell’accoglienza; padre dal coraggio creativo, lavoratore, sempre nell’ombra”: è così che San Giuseppe viene descritto da Papa Francesco nella sua lettera apostolica. Sono caratteristiche di un uomo di cui Dio si è fidato per compiere la redenzione dell’umanità affidandogli il suo divin Figlio e la sua Santissima e Beatissima Madre, la sempre Vergine Maria. Su queste e altre qualità umane - che delineano l’identikit di San Giuseppe - si è riflettuto al Santuario Diocesano San Giovanni Poalo II di Cardolo nei sette giorni di preparazione alla festa del 22 ottobre. Nelle serate precedenti, di sera in sera, dopo la preghiera del s. rosario di San Giuseppe, alle ore 18.30 si è celebrata la s. messa, presieduta dai sacerdoti/parroci della Diocesi lametina e di altre diocesi calabresi, le cui arricchenti omelie sono state focalizzate non solo sui numeri dell’Esortazione Apostolica di Papa Francesco, ma anche sui contenuti dell’Esortazione Apostolica “Redemptoris Custos” scritta da San Giovanni Paolo II il 15 agosto 1989, proprio nel centenario della Quamquam pluries di Leone XIII, la prima Enciclica sul santo Patriarca.  

L’insigne figura del Patriarca San Giuseppe - descritta da San Giovanni Paolo II nella sua Esortazione, considerata la Magna Charta della giosefologia, fuori da ogni considerazione devozionale e pietistica - è stata presentata dai vari sacerdoti intervenuti nelle diverse serate quale “figura chiave” del disegno redentivo di Cristo, che ha il suo fondamento nel mistero dell’Incarnazione. san Giuseppe giovane, ma anche centrale e protagonista nelle diverse scene dei misteri della vita nascosta di Cristo, è davvero esempio di uomo di Dio “fedele e giusto” tanto attuale quanto più vicino a noi che, nel suo silenzio e nella sua umiltà, ha tanto da dire e tanto da mostrare.

Le caratteristiche personali di San Giuseppe - desumibili dai vangeli di Matteo e Luca – saranno ancora approfondite nell’ultima giornata, il 22 ottobre, dove - tra l’altro – diversi parroci di alcune parrocchie delle diocesi calabresi parteciperanno alla celebrazione conclusiva del settenario che - insieme ai fedeli e devoti di San Giovanni Paolo II - rivolgeranno a san Giuseppe preghiere per tutta la Chiesa e le famiglie, in particolare per quelle in difficoltà e provate dalla sofferenza e dalla disoccupazione: “Questo patrocinio deve essere invocato ed è necessario tuttora alla Chiesa…” (cf. Redemptoris Custos, 30).

Santuario San Giovanni Paolo II

La chiesa della frazione Cardolo di Faroleto Antico, della Diocesi di Lamezia Terme, inizialmente, dal giorno dell'apertura al culto, avvenuta il 1° marzo 2009, fu intitolata all’"Annunciazione del Signore". Ma il 31 gennaio 2014, all'approssimarsi della canonizzazione del Beato Giovanni Paolo II, i fedeli hanno chiesto al vescovo di riconsiderare tale titolo per poterlo cambiare e dedicare la Chiesa a Giovanni Paolo II, così come era l'intento iniziale del progetto della stessa e, soprattutto, a motivo anche della devozione oramai diffusa a seguito dei fatti di soprannaturale natura, noti anche al vescovo, consistenti in aiuti particolari avuti per intercessione del Beato. L'istanza è stata così accolta e con il rito di consacrazione del nuovo altare, la Chiesa di Cardolo è stata eretta a Santuario Diocesano con dedicazione a San Giovanni Paolo II il 27 aprile 2014. La celebrazione della dedicazione è stata presieduta dal vescovo, monsignor Luigi Cantafora, il quale ha sigillato tale storico avvenimento con la frase del "Gigante di Dio", Karol Wojtyla, “Alzatevi, andiamo!”, che “riassume anche la bellezza del suo pontificato e il dono della sua santità per la Chiesa intera”. Il nuovo Santuario - ha spiegato il vescovo - è per la Diocesi un punto di riferimento ed ha tutte le potenzialità pastorali per essere considerato un centro di spiritualità, un Santuario per approfondire e diffondere il messaggio di Giovanni Paolo II.

Nel Reliquiario, all'interno del Santuario, sono custodite le reliquie di:

San Giovanni Paolo II

San Giovanni XXIII

Santa Faustina Kowalska

Santi Francesco e Giacinta Marto

Santa Teresa di Calcutta

Beato Michele Sopocko