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Per ricordare San Giovanni Paolo II, la Chiesa ha scelto il giorno in cui iniziò il suo pontificato, cioè il 22 ottobre 1978, quando rivolse il suo accorato invito a far entrare Gesù nella vita quotidiana di ciascuno: "Non abbiate paura: aprire, anzi spalancate le porte a Cristo!". La sua festa è perciò legata non al suo “dies natalis”, come solitamente avviene con gli altri santi, ma all’inizio del suo pontificato.

Si l’inizio di una missione che san Giovanni Paolo II ha vissuto con la forza indomabile della sua fede nel Redentore dell’uomo e con profonda spiritualità mariana: un compito che ha ridato forza di credere in Cristo, suscitando negli animi speranza e gioia pasquale; un compito volto al servizio e alla riforma della Chiesa per riportarla nella sua fisionomia originaria. Ovviamente, la robusta fede e la contagiosa spiritualità di Giovanni Paolo II, frutto del profondo legame col Risorto, sono il segreto del suo successo pastorale.

Le moltitudini delle persone che ha incontrato nelle udienze e nei viaggi apostolici, venivano “contagiate” dal calore, dalla semplicità fraterna, dalla capacità comunicativa e dal coraggio di questo Papa. Attraverso la sua straordinaria testimonianza di vita e un magistero di prima grandezza, ci ha lasciato un’inconfondibile impronta, in cui fede e umanità si uniscono, per condurre a Cristo Salvatore del mondo.

Anche quest’anno, centenario della nascita di Karol Wojtyla, sarà ricordato nel Santuario Diocesano a lui consacrato. Ma per motivi legati alle norme restrittive per contrastare la diffusione del contagio Covid- 19, la festa non prevede il consueto settenario di predicazione con la presenza dei pellegrini che solitamente giungevano al Santuario con i loro rispettivi parroci ( dal 16 ottobre, elezione al soglio pontificio al 22 ottobre, inizio del pontificato), ma si celebrerà una tre giorni che si concluderanno con la celebrazione eucaristica delle ore 18.30, presieduta dal vescovo emerito della Diocesi lametina, Mons. Vincenzo Rimedio

Santuario San Giovanni Paolo II

La chiesa della frazione Cardolo di Faroleto Antico, della Diocesi di Lamezia Terme, inizialmente, dal giorno dell'apertura al culto, avvenuta il 1° marzo 2009, fu intitolata all’"Annunciazione del Signore". Ma il 31 gennaio 2014, all'approssimarsi della canonizzazione del Beato Giovanni Paolo II, i fedeli hanno chiesto al vescovo di riconsiderare tale titolo per poterlo cambiare e dedicare la Chiesa a Giovanni Paolo II, così come era l'intento iniziale del progetto della stessa e, soprattutto, a motivo anche della devozione oramai diffusa a seguito dei fatti di soprannaturale natura, noti anche al vescovo, consistenti in aiuti particolari avuti per intercessione del Beato. L'istanza è stata così accolta e con il rito di consacrazione del nuovo altare, la Chiesa di Cardolo è stata eretta a Santuario Diocesano con dedicazione a San Giovanni Paolo II il 27 aprile 2014. La celebrazione della dedicazione è stata presieduta dal vescovo, monsignor Luigi Cantafora, il quale ha sigillato tale storico avvenimento con la frase del "Gigante di Dio", Karol Wojtyla, “Alzatevi, andiamo!”, che “riassume anche la bellezza del suo pontificato e il dono della sua santità per la Chiesa intera”. Il nuovo Santuario - ha spiegato il vescovo - è per la Diocesi un punto di riferimento ed ha tutte le potenzialità pastorali per essere considerato un centro di spiritualità, un Santuario per approfondire e diffondere il messaggio di Giovanni Paolo II.

Nel Reliquiario, all'interno del Santuario, sono custodite le reliquie di:

San Giovanni Paolo II

San Giovanni XXIII

Santa Faustina Kowalska

Santi Francesco e Giacinta Marto

Santa Teresa di Calcutta

Beato Michele Sopocko