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Il Vangelo

Commenti e riflessioni sul Vangelo della Domenica

Il filo conduttore di queste domeniche di Pasqua è l'amore. Oggi, sesta domenica di Pasqua, la liturgia ci invita ancora una volta ad amare, a credere nell'amore di Dio per noi ed a comportarci di conseguenza, ad essere capaci di dare la vita per i fratelli.  Le parole di Gesù riportate nel Vangelo sono quelle che disse ai suoi discepoli nella veglia della sua passione: “Se osserverete i miei comandamenti rimarrete nel mio amore” (Gv 15,10). Quali sono questi comandamenti?

Prima di tutto il comandamento dell’amore fraterno: il Cristo desidera che, osservando il suo comandamento, amandosi gli uni gli altri come Egli stesso li ama, i suoi discepoli siano strettamente uniti tra loro e allo stesso tempo uniti a suo Padre. “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore” (Gv 15,9). “Io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv 15,16).

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Download this file (VIDomenicaPasqua-2.jpeg)VI Domenica di Pasqua[ ]

Il tempo di Pasqua ci porta a guardare a Gesù quale Salvatore vittorioso del male e della morte. Difatti, le parole del Vangelo di questa V Domenica di Pasqua ci introducono ancora una volta nel mistero pasquale di Gesù Cristo e le ascoltiamo proprio nel corso dei cinquanta giorni che intercorrono tra la Pasqua e la Pentecoste. La risurrezione di Cristo è la rivelazione della vita che non conosce i limiti della morte, in quanto la vita che si rivela nella risurrezione di Cristo è la vita divina. Nello stesso tempo, essa è “vita per noi”: per l’uomo, per l’umanità. È Gesù stesso che ci insegna questa verità con l’allegoria della vera vite e dei tralci: la risurrezione del Signore è infatti il punto culminante di tutta la sua opera salvifica.

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Continua oggi la riflessione su Gesù risorto e i modi della sua presenza in mezzo a noi, sua Chiesa, popolo della nuova alleanza. Continua e si arricchisce di un'immagine antica e pure nuova, l'immagine della Chiesa come gregge, ovile, di cui Gesù è il Pastore.

«Io sono il buon pastore» (Gv 10,11); «Io conosco le mie pecorelle; Io do la mia vita per loro» (Gv 10,27-30).

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Download this file (IVDomenicaPasqua-2.jpeg)IV Domenica di Pasqua[ ]

“Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate: un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho” (Lc 24,39).

Così dice Cristo risorto, stando in mezzo ai suoi apostoli nel cenacolo. Queste sono le parole che ha scritto Luca nel Vangelo, e che la Chiesa legge nella liturgia della III domenica di pasqua. 

I discepoli vivono così un’esperienza particolare di vicinanza con Gesù risorto che coinvolge tutta la persona attraverso l'udito, la vista, il tatto e San Giovanni apostolo ne parla nella sua prima lettera, quando scrive: “Ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato... noi lo annunziamo” (1Gv 1,1-3)!

La grazia della Pasqua è estremamente grande e feconda. Un giorno non basta per viverla, gustarla, meditarla. Il tempo pasquale è un grande giorno che si estende fino a Pentecoste e la liturgia dei cinquanta giorni ci farà rivivere in maniera intensa e commovente i primi incontri di Gesù risorto con i suoi discepoli.

Le due apparizioni narrate dal Vangelo - di questa II domenica di Pasqua, , denominata anche Domenica della Divina Misericordia - sono di fondamentale importanza, poiché testimoniano, attraverso segni chiarissimi, la sicurezza della risurrezione di Gesù. Il Maestro appare a porte serrate nel cenacolo ai Dieci discepoli con il corpo glorificato. È il primo dei «molti segni» fatti da Gesù «in presenza dei suoi discepoli».

Dal Movimento Apostolico

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22 Ottobre Festa San Giovanni Paolo II

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Festa di Santa Faustina - Settenario di predicazione

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A Feroleto Antico, in Calabria, il primo santuario dedicato a Giovanni Paolo II nel Sud Italia.

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Le chiese

La chiesa parrocchiale di contrada Accaria Rosario presenta la classica impostazione morfologica degli edifici per il culto edificati a partire dalla prima metà dell’800. Impostata stilisticamente secondo i canoni dell’architettura sacra di matrice neoclassica, presenta elementi tipici del linguaggio architettonico locale quali la muratura “a rapillu” o “rinzeppata”. Questo...

B.V. Maria del ss. rosario

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Santa Maria Immacolata Quinzi

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Santa Maria Immacolata Vaiola

La nuova chiesa inizia la sua attività ordinaria in data 08 Marzo 2009 ad una settimana esatta dalla sua innaugurazione ufficiale. E non poteva che essere Sua Eccellenza Mons. Vincenzo Rimedio, Vescovo Emerito della diocesi di Lamezia Terme, a presiedere la celebrazione liturgica...

Santuario San Giovanni Paolo II

Dal diario parrocchiale

Santuario San Giovanni Paolo II

La chiesa della frazione Cardolo di Faroleto Antico, della Diocesi di Lamezia Terme, inizialmente, dal giorno dell'apertura al culto, avvenuta il 1° marzo 2009, fu intitolata all’"Annunciazione del Signore". Ma il 31 gennaio 2014, all'approssimarsi della canonizzazione del Beato Giovanni Paolo II, i fedeli hanno chiesto al vescovo di riconsiderare tale titolo per poterlo cambiare e dedicare la Chiesa a Giovanni Paolo II, così come era l'intento iniziale del progetto della stessa e, soprattutto, a motivo anche della devozione oramai diffusa a seguito dei fatti di soprannaturale natura, noti anche al vescovo, consistenti in aiuti particolari avuti per intercessione del Beato. L'istanza è stata così accolta e con il rito di consacrazione del nuovo altare, la Chiesa di Cardolo è stata eretta a Santuario Diocesano con dedicazione a San Giovanni Paolo II il 27 aprile 2014. La celebrazione della dedicazione è stata presieduta dal vescovo, monsignor Luigi Cantafora, il quale ha sigillato tale storico avvenimento con la frase del "Gigante di Dio", Karol Wojtyla, “Alzatevi, andiamo!”, che “riassume anche la bellezza del suo pontificato e il dono della sua santità per la Chiesa intera”. Il nuovo Santuario - ha spiegato il vescovo - è per la Diocesi un punto di riferimento ed ha tutte le potenzialità pastorali per essere considerato un centro di spiritualità, un Santuario per approfondire e diffondere il messaggio di Giovanni Paolo II.

Nel Reliquiario, all'interno del Santuario, sono custodite le reliquie di:

San Giovanni Paolo II

San Giovanni XXIII

Santa Faustina Kowalska

Santi Francesco e Giacinta Marto

Santa Teresa di Calcutta

Beato Michele Sopocko