Questo sito utilizza cookies tecnici e sono inviati cookies di terze parti per gestire i login, la navigazione e altre funzioni. Cliccando 'Accetto' permetti l'uso dei cookie, cliccando 'Rifiuto' nessun cookies verrà installato, ma le funzionalità del sito saranno ridotte. Nell'informativa estesa puoi trovare ulteriori informazioni riguardo l'uso dei cookies di terze parti e la loro disabilitazione. Continuando nella navigazione accetti l'uso dei cookies.

La vita di una parrocchia è fatta anche di realtà materiali, delle quali bisogna anche prendersi cura con amore e spirito di sacrificio. Ferma restando la legislazione attuale e gli statuti che regolano l'amministrazione dei beni nella parrocchia, lo spirito di questo istituto non è solo quello di creare una più grande partecipazione all'intera vita della parrocchia, per cui dei laici, competenti nella propria scienza e formati nella santità cristiana, vengono resi partecipi anche di questo grave e delicato settore, che è l'economia parrocchiale. C'è qualcosa in più che bisogna cogliere, se si vuole agire rettamente ed anche santamente.

Nella parrocchia ci sono dei beni spirituali da "amministrare" ed anche dei beni materiali. Sovente i beni materiali sottraggono tempo ed energie ai beni spirituali, che possono anche essere con grave danno trascurati, come può anche accadere il contrario, per incapacità, per mancanza di tempo, per incuria o altre cause, che sono sempre tante.
È proprio del fedele laico animare le realtà temporali, nello spirito della "Christifideles laici", è a lui che bisogna affidare la cura e l'amministrazione di tutto quanto non è strettamente spirituale, sempre però in comunione, sotto l'alta sorveglianza del Parroco.
Rendere responsabili i laici in questo settore, sempre a norma di statuto e di legislazione ecclesiale, significa dare molto più tempo al Parroco per lo studio, la meditazione, la preghiera. L'occupazione per le cose terrene distrae lo spirito e lo impoverisce. E tutto bisogna fare perché questo non avvenga. Il Parroco è l'amministratore dei misteri di Dio, il resto potrebbe essere domani anche affidato con responsabilità diretta ai diaconi e a dei loro collaboratori, sotto la diretta sorveglianza della Curia e del suo Consiglio per gli affari economici.